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James Joyce e sms da londra

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in quinta stiamo leggendo Araby, uno dei racconti di Dubliners, Gente di Dublino, di J.Joyce.
 
“Essendo un vicolo cieco, la North Richmond Street era tranquilla… Una casa disabitata a due piani occupava il fondo cieco…”
 
faccio notare alla classe la valenza di quell’aggettivo “blind”, cieco, ripetuto per due volte in poche righe: Dublino è considerata cieca, come il vicolo, ambedue non suscettibili di evoluzione, di maturazione…
 
"ogni mattina mi sdraiavo sul pavimento del salotto d’ingresso e tenevo d’occhio la porta di casa sua…  e quando appariva sulla soglia il mio cuore dava un balzo… non le avevo mai parlato se non per rivolgerle poche banali parole, eppure il suo nome era un richiamo per il mio sangue bollente…”
 
sondo le reazioni degli studenti e sollecito la loro attenzione su quel ragazzo che sta lasciando l’infanzia, ma questo passaggio non gli porterà gioia… sarà anzi un momento di frustrazione, il crollo delle illusioni…
 
 
la mia ispirata spiegazione è interrotta da una vibrazione inopportuna… è il mio cellulare che, incurante di Joyce, mi annuncia l’arrivo di un messaggio.
“in classe né telefonate, né messaggi” predica in continuazione ondainlove, carismatica docente di lingua e letteratura inglese ed ora non può smentirsi.
senza darlo a vedere, frugo nella borsa, come cercando qualcosa, e nella luce azzurra del display intravedo il nome di ilaria e l’oggetto: HELP! -(Aiuto!).
 
sono tentata di spingere il tasto “leggi”… ma no, anche se sono sulle spine, devo resistere… manca circa un quarto d’ora all’intervallo… un tempo interminabile.
 
“la sua immagine mi accompagnava anche nei posti più negati al romanticismo… di notte nella mia camera da letto e di giorno in classe, la sua immagine si frapponeva fra me e la pagina che mi sforzavo di leggere…  immaginavo di portare il mio calice…”
 
Il protagonista è sospeso tra infanzia e adolescenza … nella ragazzina amata confluiscono l’immagine dell’amore idealizzato e il simbolo della chiesa…
 
driin, driin, driin
 
la campanella finalmente annuncia la fine della lezione, l’inizio dell’intervallo.
 
alla maniera dei miei colleghi fumatori, che, in preda a crisi di astinenza, al suono della campanella d’intervallo si precipitano in  cortile con la sigaretta tra le labbra,  anch’io, senza degnare Araby di una conclusione decente, pur vergognandomi come una ladra, mi fiondo in corridoio per leggere avida  e preoccupata il messaggio di ilaria:
 

HELP! sono invitata per il weekend nella casa di campagna dei genitori di richard. che mi metto?

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  1. Ah beh grosso dilemma direi! 😉

    Grazie di essere passata dal mio blog…
    Un saluto!

    Rispondi
  2. vorrei tanto averti avuto come insegnante……………………………
    😉
    F.

    Rispondi
  3. 😀
    figli! forse sarà il caso di dirCI mamma!

    Rispondi
  4. ahahah e vabbè… ihihiih 😀
    comunque mi sarebbe stata simpatica una professoressa come te … da me, i professori e le professoresse (per fortuna non tutti), erano palesemente menefreghisti… almeno sei stata educata a far finta di nulla. però quell’oggetto Help e il contenuto dell’sms.. ahah D

    Rispondi
  5. ciao. Complimenti sei un insegnante, come dicono oggi “mitica”. Magari averti avuto allora. Certo che sti’ figli, Help, per chiederti che mi metto, sono unici. ciao penny

    Rispondi
  6. dilemma amletico! ;-)***

    Rispondi
  7. Avrai tirato un sospiro di sollievo…
    Di Joyce sto cercando “I morti” che sembra introvabile, almeno nelle librerie che bazzico di solito. Tu l’hai mai letto?

    Rispondi
  8. Help!
    Quanti help che mi aspettano…

    Rispondi
  9. condivido in pieno con chi ha detto che sarebbe stato bello averti come un insegnante.
    Ciao Onda
    un sorriso

    Rispondi
  10. pensa, io sono in 4a e Araby non l’ho mai sentito nominare °___°!!
    Ah, domanda, ma spieghi in inglese ai tuoi studenti vero? La nostra ci spiega in italiano…..è una rottura di balle allucinante..

    Rispondi
  11. Come direbbe mia zia:
    “Mettiti la pelle dentro fuori!” 😉
    Leela

    Rispondi
  12. Distrubare la mamma durante il suo prezioso lavoro..insomma Ilaria

    Rispondi
  13. SometimesIFeel
    grazie a te.

    Fla
    🙂

    titti
    eh… forse… 😉

    francyna
    sai, in quel momento mica tanto divertente, francyna

    penny46
    no, non mitica. eccezionalmente normale…
    ciao

    Princy60
    solo che amleto se lo risolveva da solo, senza mandare sms allarmanti…

    VelvetyScarlet
    sì, naturalmte… dopo averlo letto…
    “I morti ce l’ho… è l’ultimo racconto di “Dubliners” e quello c’è nelle librerie.
    Se hai un po’ di pazienza leggeremo anche quello

    ormalium
    sì, ma per fortuna non ti arrivano tutti nei momenti meno opportuni…
    e soprattutto non fa nulla se sono tanti… purchè siano tutti così…

    aniledaxeka
    non lo sai… bisognerebbe sentire il parere dei miei alunni… magari mi considerano una rompiballe…
    un sorriso anche a te.

    La Scazzata
    lo stiamo leggendo in quinta, ma è un racconto che ho fatto leggere anche al ginnasio. dipende dal livello di lettura.
    comunque joyce è grande: te lo consiglio.
    p.s. sì, naturalmente leggiamo, spieghiamo, commentiamo e dialoghiamo rigorosamente IN ENGLISH… ma non è detto che i miei alunni non pensino di me quello che tu pensi della tua teacher!

    nonna carina
    sì…figli…

    lorypersempre
    forte tua zia, leela…

    GianGiorno
    prezioso dici, gianluca?

    Rispondi
  14. L’Ulysses di James Joyce e’ uno dei pochi libri in cui non sono riuscito ad andare oltre la pagina 3.
    Ma io non ho neanche mai letto la Divina Commedia a parte il primo canto.
    Sono un illetterato.

    Rispondi
  15. Sti figli, scappano via e poi, in un modo o in un altro, stanno sempre con noi…E meno male!

    Rispondi
  16. dario
    sapessi quante cose non ho ancora letto io che l’ulisse l’ho letto tutto… e poi tu segui molto i giornali e la politica… io con moderazione…;)

    treeonthehill
    meno male… 🙂

    Rispondi
  17. Beh…la mamma è sempre la mamma no?
    Non c’è barriera architettonica e/o geografica che possa impedire ad una figlia di chiedere alla propria madre un consiglio di abbigliamento!!!
    :o))))

    Rispondi
  18. Bussisotto
    infatti… non c’è 🙂

    Rispondi

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