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dimmi che cosa mangi

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il collegio dei docenti dell’altro giorno sul corso di aggiornamento ha avuto un epilogo inatteso.

dopo che onda ha codardamente declinato l’invito del preside a tenere un corso d’inglese per i colleghi, sono state avanzate altre due proposte bizzarre.

la prima, un corso di grafologia, non è piaciuta ed è stata subito accantonata.

la seconda, avanzata dalla collega di scienze, ha avuto un grande successo.

si tratta di chiedere agli alunni stranieri, alle loro madri, ai lettori di madrelingua, insomma a tutti coloro che provengono da altri paesi, o anche da regioni diverse, ricette e preparazione dei loro piatti tipici in cambio delle nostre ricette e piatti tradizionali.

la proposta è stata votata a larga maggioranza e con gran soddisfazione di tutti ed oggi è partito il corso di aggiornamento intitolato “dimmi che cosa mangi”.

la fiera delle castronerie continua.

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non mi fate gli auguri

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non mi sono mai piaciute la festa della mamma, la festa del papà, la festa degli innamorati e stupidate varie. e non mi piace la festa della donna.

perché vogliamo essere festeggiate? che cosa siamo? animali rari? una razza in estinzione? esseri diversi? perché abbiamo bisogno di una festa? per far vendere baci perugina o mimose?

mi si dice “per ricordare”, “per far emergere le violenze ed i soprusi”.

ottime ragioni, ma abbiamo bisogno di una festa? c’è forse un giorno dedicato ai neri? agli immigrati? gli uomini hanno forse una loro festa?

no, grazie. onda ne fa a meno, non le fate gli auguri.

il corso di aggiornamento

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ieri al collegio dei docenti, a proposito del corso di aggiornamento che dovremo organizzare a breve, la fiera delle castronerie.

il collega di matematica ha proposto un non meglo specificato corso su “l‘arte nel mondo“. la collega di storia dell’arte gli ha fatto da sponda e, forse per ricambiargli il favore, ha avanzato l’idea di un corso di statistica, “sia pur a livello elementare”, ha precisato.

il collega di educazione fisica ha prospettato un corso di postural pilates tenuto da lui, a cui dovremmo partecipare due volte alla settimana tutti noi docenti ed il direttore amministrativo, il collega di religione, ringalluzzito da tutte queste proposte, si è ritenuto in dovere di suggerire un corso di catechismo da iniziare subito, “visto che siamo in quaresima“, ha aggiunto tutto compreso nel suo ruolo.

onda, come al solito, si era defilata, sedendosi in ultima fila, ben mimetizzata dalle capigliature vaporose ed i colli di pelliccia delle più volenterose colleghe ed era intenta a compilare la lista della spesa per la cena.

ma il preside, fighetto più del solito in occasione di questo incontro ufficiale, l’ha scovata con lo sguardo e ha detto in tono inquisitorio:

e lei, professora ondainlove, non ci terrebbe un bel corso d’inglese?

mah, preside…, ho balbettato presa alla sprovvista e cercando qualche buona ragione da opporre – sa, preside, un corso d’inglese sarebbe piuttosto ovvio e banale. mi sembrano molto più originali le idee proposte dai colleghi…

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come va il lavoro, alice?

bah….

ti trovi bene in  quella famacia?

bah…

e i colleghi sono simpatici?

bah…

e il famacista tuo datore di lavoro?

NO COMMENT, mamma!

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come va il lavoro, alice?

bah….

ti trovi bene in  quella famacia?

bah…

e i colleghi sono simpatici?

bah…

e il famacista tuo datore di lavoro?

NO COMMENT, mamma!

curcuma e zenzero

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pronto, che c’è, ilaria? qualcosa non va? è successo qualcosa lì a londra?

no, mamma… perché?

mah…sono appena le sette. mi fai preoccupare… in genere la domenica dormite fino a tardi… e poi in genere ci sentiamo la sera con skipe…

sì, ma oggi è il compleanno di jay.

ah…bene. passamelo… gli faccio gli auguri.

no, mamma, lui dorme ancora. 

allora dimmi… hai bisogno di qualcosa?

no, anzi sì… la curcuma va aggiunta prima o dopo lo zenzero? 

curcuma, zenzero? ma che cosa stai preparando, ilaria?

il korma di pollo, mamma. 

che cosa di pollo?

il korma.

korma? e che cos’è?

una ricetta indiana, voglio fare una sorpresa a jay per la sua festa e fargli sentire aria di casa. 

lo sai, ilaria, non sono pratica di cucina indiana e non conosco questo piatto. comunque, penso che tu possa aggiungerli quando vuoi. l’essenziale è che ci siano se la ricetta li prevede. è importante che gli ingredienti ci siano tutti perché un piatto riesca bene.

oddio, mamma… allora come faccio con il caglio e le foglie di coriandolo che non ho trovato???

motivo non sufficiente

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approfittando della vacanza per carnevale a scuola, nel pomeriggio sono andata a trovare alice nella farmacia del un paese vicino in cui ha incominciato a lavorare da pochi giorni.

al banco, l’ho subito individuata, camice bianco, coda di cavallo e occhioni sorridenti – insieme ad una coppia di una certa età, presumibilmente i titolari della farmacia, e altri due giovani  tutti indaffarati ed affannati a ritirare ricette e a cercare medicinali nei cassetti retrostanti.

nel piccolo locale c’era una lunga fila di gente che tossiva, starnutiva e sputacchiava (per fortuna nei kleenex). il tutto in un’atmosfera eccessivamente calda, soffocante e irrespirabile.

ma per quanto il contesto fosse alquanto deprimente, non credo sia questo il motivo per cui  alice non è soddisfatta di questo suo lavoro.